San Tommaso D’Aquino è nato nella contea di Aquino nel 1225 nell’attuale Roccasecca, anche se alcune tesi sostengono invece che sia venuto alla luce a Belcastro. Tommaso D’Aquino ha fatto parte dell’ordine monastico dei domenicani ed è considerato uno dei massimi esponenti della Scolastica. E’ riconosciuto come il giurista e teologo più importane del Medioevo, anello di congiunzione tra filosofia classica e cristianità. La Chiesa cattolica lo ha dichiarato santo nel 1567.

Primi anni

L’infanzia a Monte Cassino, l’adolescenza a Napoli

Discendente da una nobile famiglia ha trascorso la sua infanzia nel castello di famiglia, nel feudo dei conti D’Aquino. I suoi genitori Landolfo d’Aquino e Donna Teodora Caracciolo lo hanno avviato alla carriera ecclesiastica sin dalla tenera età.

Aveva solo 5 anni quando è stato introdotto nell’Abbazia di Monte Cassino nel 1230. A 14 anni, ormai adolescente Tommaso D’Aquino viene mandato dal padre a Napoli per approfondire gli studi presso l’Università di Napoli fondata da Federico II nel 1224. A 18 anni è entrato nei domenicani, la vestizione è avvenuta nellaprile 1244.

Gli studi

L’insegnamento in Francia
La formazione religiosa di Tommaso D’Aquino è continuata a Parigi nel 1245, In particolare a Colonia dove c’era un fiorente Studium generale diretto dal Alberto Magno suo mentore e teologo. D’Aquino ha trascorso nella città francese ben quattro anni, dai 23 ai 27 anni.

La guida di Fra’ Alberto è stata fondamentale per la sua realizzazione, ha ispirato l’opera Tabula libri Ethicoru in cui D’Aquino ha raccolto frasi e pensieri del suo maestro. Durante Il soggiorno francese ha ricevuto l’incarico di insegnare teologia all’università di Parigi. Il clima intellettuale nella capitale francese non era tranquillo, i libri di Aristotele erano ancora banditi. Solo il tra il 1252 e il 1255 Tommaso D’Aquino ha potuto finalmente commentare i libri del filosofo greco interpretandoli secondo il suo pensiero.

Gli ultimi anni

Sempre in viaggio tra Italia e Francia e poi la morte
L’Italia ha accolto nuovamente il frate domenicano, tra il 1259 e il 1268 è chiamato a insegnare a Orvieto e dopo a Roma per la formazione dei giovani domenicani. In questo periodo ha già cominciato a scrivere la Summa Theologia e a lavorare presso la corte papale.

Gli impegni italiani terminano, viene nuovamente invitato in cattedra a Parigi per insegnare la Sacra Pagina. In questo periodo si è dedicato alla stesura di alcune tra le sue opere più importanti: commenti alla Scrittura e le Questioni Disputate.

Nel 1272 viene convocato dalla provincia domenicana di Roma per fondare un centro dedicato alla teologia a Napoli. Nella città partenopea ha insegnato fino a poco prima di morire a Fossanova a causa di una malattia. Era il 1274.

Opere principali

Summa Theologia e Summa Contra Gentiles

La Summa Theologia:è l’opera più importante di Tommaso D’Aquino, scritta negli ultimi anni della sua vita, tra il 1265-1274. Ha influenzato il pensiero filosofico successivo e il cattolicesimo. E’ nata come manuale di studio per la teologia anche se a tratti polemizza contro i non cattolici. Divisa in tre parti, La Summa Theologia cerca di rispondere agli interrogativi della fede.
La Summa contra Gentiles: è un’esposizione della dottrina cattolica composta tra 1258 e il 1264. Tre sono gli argomenti su cui si concentrano le riflessioni di D’Aquino: la Trinità, l’Incarnazione e i Sacramenti. L’opera è divisa in quattro libri. I primi tre sono dedicati alle verità conoscibili attraverso la ragione. Il quarto argomenta sulle verità accessibili grazie alla rivelazione divina.

Altre opere di San Tommaso d’Aquino

  • Scriptum super libros Sententiarum.
  • De unitate inellectus contra averrosistas.
  • De ente et essentia.

 

Il pensiero

Ragione e fede e le Cinque vie

Soprannominato “Il bue muto”, San Tommaso d’Aquino è considerato il pensatore più importante del Medioevo, la sua influenza sulla dottrina della religione Cattolica è ancora oggi fondamentale. Fu canonizzato nel 1323.

Ragione e Fede

La Rivelazione (ovvero la Fede cristiana) è la manifestazione di Dio all’umanità, che avviene attraverso linguaggi comprensibili all’uomo, per questo la filosofia da sola non basta per dimostrare l’esistenza di Dio.

Per Tommaso D’Aquino la Ragione le scoperte legate ad essa non sono altro che un aiuto a dimostrare l’esistenza di Dio, quando le sue scoperte sembrano in contrasto con l’esistenza di Dio è solo perché non si è indagato a fondo o nella maniera giusta. Di fatto per Tommaso D’Aquino essendo le scoperte della ragione frutto di Dio e del suo creato non possono in nessun modo essere in contrasto con esso.

 

Le cinque vie, la prova che Dio esiste

Secondo San Tommaso D’Aquino, la conoscenza di Dio è qualcosa che può avvenire solo a posteriori, cioè studiando gli effetti dell’esistenza di Dio. Il campo d’indagine è quindi il mondo visibile. Dio di per sé non è un’entità osservabile o conoscibile, per questo Tommaso D’Aquino rifiuta ogni ragionamento che prevede la conoscenza aprioristica di Dio. Delinea quindi cinque vie per la conoscenza di Dio:

 

  • Il principio del moto. Basato su Aristotele, prevede che se qualcosa si muove, questa è a sua volta mosso da altro, e a sua volta mossa da altro anco Siccome andare all’infinito sposterebbe il problema senza risolverlo, individua Dio come motore primo.
  • Il principio della causalità. Analogamente a quello del moto lega i fenomeni, causali tra loro, in una catena. Andando all’infinito anche questa volta cadremmo in un ragionamento fallace. Dio è quindi prima causa efficiente.
  • Le cose esistenti sono contingenti, Dio è per Tommaso D’Aquino necessario, se tutto fosse contingente e non necessario il mondo stesso perderebbe di senso. Dio è quindi l’unica cosa necessaria, dà senso al tutto.
  • Le cose esistenti possiedono vari gradi di perfezione, ciò lascia desumere che esista qualcosa di infinitamente perfetto, cioè Dio.
  • L’universo è il suo fine non è casuale, ma causale, ordinato da Dio.

Questi sono i tratti del Dio di Tommaso D’Aquino, un Dio osservabile nei suoi effetti grazie alla scienza.

Ma a cosa servirebbe la Fede? Per Tommaso D’Aquino la Fede è il passo necessario per dare un’identità a Dio, che è quella del Dio cattolico.

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